Processo Portanova, i giudici d’appello: “Nessun consenso, la vittima ridotta a un oggetto. Le tesi difensive integrano vittimizzazione secondaria”
Una ragazza trattata come un oggetto, ignorata mentre diceva di no, fino a smettere di reagire per un istintivo meccanismo di sopravvivenza davanti all’aggressione di quattro uomini. “Nessuno mi ha presa in considerazione, nessuno mi ha chiamato con il mio nome”, ha raccontato nel processo, descrivendo quella sensazione di totale spersonalizzazione. Eppure, nel tentativo di escludere la violenza, la difesa ha sostenuto che quei rapporti fossero consensuali, richiamando anche al