Perché un generale come Vannacci non potrebbe mai seguire uno come me (o per me sarebbe una sconfitta)
Tanti anni fa sui Navigli incontrai un mio seguace, era un bellissimo uomo sui 60 anni, capelli brizzolati e due occhi di un azzurro purissimo, un azzurro non freddo ma caldo, accogliente, umano, con guizzi di ironia giocosa; ci sedemmo al tavolo di un bar e mi disse: “Non indovinerai mai che lavoro faccio”.
Le provai tutte: chimico, spazzino, minatore, venditore di cammelli, idraulico, fisioterapista, industriale, tessitore, psicologo, gruista, proctologo, niente da fare. Era divert